Applausi per Mario Incudine alle ciminiere – intervista

Applausi per Mario Incudine alle ciminiere – intervista

Il Teatro della Città, riparte con le sue produzioni ponendo particolare attenzione alla tradizione musicale italiana.

In scena “Mimì, da sud a sud, sulle note di Domenico Modugno”, inserito nel cartellone della stagione 2019-2020, e riprogrammato a causa del lockdown e dei successivi provvedimenti per il contenimento del Covid-19.

Lo spettacolo per gli abbonati alla stagione 2019-2020 del Teatro Brancati è stato un recupero ed è inserito nella programmazione di Catania Summer Fest.

Mimì-Mario inizia e parla da subito e per tutto il tempo con il suo pubblico, e invita una porzione di fila a pronunciare “Ih” e l’altra metà “Oh” quando lui intona la canzone dello sceccareddu.

Si tratta di un mito e un simbolo della condizione e della canzone popolare meridionale.

Mimì (Domenico Modugno) – in questo caso (Mario Incudine) sfodera le sue radici e le spiega con il suo canto: il pubblico subito si identifica.

Le canzoni le ha scritte un pugliese che si sentiva siciliano e lo faceva talmente bene che la Sicilia lo ha amato da subito e riconosciuto figlio.

Mimì già sullo Stretto si è innamorato di quel mare e ha ambientato una delle più belle storie d’amore mai cantate.

Il brano della ‘parigghia di pescespada’, dove il maschio si fa uccidere pur di non separarsi dalla compagna.

E proprio interpretando questa canzone che Mimì ridiventa Mario, e man mano, Incudine il cantastorie moderno che affascina i giovani, si arrampica di vedetta e urla verso il mare «Dai e dai lu vitti!.. lu vitti!… lu vitti!… pigghia la fiocina… accidilu!… accidilu!… accidilu…!».

“Da Sud a Sud sulle note di Domenico Modugno“, è lui… Mario Incudine nei panni di Mimì Mimmo Modugno, in scena nell’anfiteatro le ciminiere di Catania riprogrammato dal Teatro Brancati a causa del lockdown e organizzato da Ascetur 2000.

Ai nostri microfoni, il cantastorie Mario Incudine, straordinario protagonista dello spettacolo che vi raccontiamo ci ha detto:

«Oggi ci troviamo qui a vivere il miracolo del teatro che è ‘hic et nunc’, (qui e ora), esso è generato soltanto se c’è un attore sul palco e un pubblico che lo guarda».

Un commento che ci spiega quanto sia essenziale il rapporto umano tra chi si esibisce su un palco e chi risiede di fronte a osservare e ascoltare con la presenza e non attraverso uno schermo.

La musica e il teatro sono come una magia che si sente nell’aria, bisogna solo affinare l’udito e la vista per poterne godere le vibrazioni.

Questa magia si appalesa quando, Mario-Mimì si presenta sul palco e racconta in musica e recitazione la storia di Mimì-Modugno.

Sensazioni e sentimenti trasmessi al suo pubblico che ha occupato tutti i posti disponibili messi a disposizione nel rispetto della normativa anti-covid-19.

Gli spettatori lo hanno molto apprezzato anche sulle note di Modugno e lo abbiamo colto dai sorrisi e dai reiterati applausi sempre più frequenti.

Mario e Mimì, sono la stessa persona, utilizzano lo stesso slancio sostenuto dai bravissimi musicisti:

Antonio Vasta (pianoforte, fisarmonica e organetto), che con Mario Incudine ha curato gli arrangiamenti, Manfredi Tumminello (chitarre e bouzouki),

Pino Ricosta (contrabbasso) che non si limitano a supportare lo spettacolo con la musica, ma aiutano Mario-Mimì quando sfonda la quarta parete e interagisce il pubblico.

Infatti Incudine porta tra i presenti il suono dei tamburi che intonano la mitica “Malarazza”.

Canzone che unisce ancora una volta il rapporto dell’artista, con la sua gente e con la sua terra, attraverso le sue energie nascoste e inesauribili.

L’attore e musicista cerca più volte il rapporto direttamente col pubblico coinvolgendolo, facendolo entrare in sintonia con la sua musica.

Mario Incudine ci ha raccontato il programma dal suo punto di vista:

«Mimì è uno spettacolo rivoluzionario perché mette insieme i miei due grandi amori teatro e musica e lo fa in maniera unica grazie alla regia che mi ha cucito addosso un vestito perfetto».

Aggiunge Incudine:

«Il mio amore per la Sicilia e raccontarlo attraverso il teatro e la musica non poteva avere figura di riferimento migliore di quella di Modugno che,

si finse siciliano per raccontarci una Sicilia lontano dagli stereotipi, lontana dalla retorica. Non c’è luogo migliore dove trovare la fortuna che la gente del sud rappresenta».

Evidenzia l’artista:

«Tutto questo è Mimì da sud a sud sulle note di Domenico Modugno».

Conclude Incudine:

«Modugno anticipa il teatro canzone, la moda della taranta e della pizzica, il musical e inoltre anticipa Walt Disney nel far parlare gli animali,

trattandoli come fece Esopo nelle sue favole, sottolineando attraverso le figure degli animali vizi e virtù degli uomini».

La rappresentazione è strutturata sotto forma di teatro canzone per cui vi sono dei monologhi e le canzoni firmate da Domunico Modugno.

I testi sono di Sabrina Petyx, essi legano i brani e sovrappongono la figura di Modugno con Incudine perché entrambi artisti del sud che faticano a trovare collocazione nel mondo dello spettacolo.

Così come Modugno partì con la sua valigia alla ricerca di fortuna verso Roma:

prima attore e poi musicista – ci dice Incudine – in qualche maniera la strada che ha ripercorso egli stesso per farsi conoscere.

La regia è firmata da uno dei più celebri attori, musicisti e registi italiani, Moni Ovadia che ha in qualche modo reinventato il teatro musicale in Italia.

Egli ha lavorato allo spettacolo a quattro mani con un giovane regista palermitano, Giuseppe Cutino: regista d’opera, teatrale e di prosa.

Entrambi hanno fatto convergere i loro due modi di vedere all’interno di uno spettacolo che è a cavallo tra il teatro musicale, opera, prosa e cabaret.

Incudine ci ha parlato dei registi con grande passione:

«La regia mi ha consentito di muovermi a mio agio tra queste canzoni e parole e hanno fatto un’operazione bellissima con tutto il cast, supportati da Antonio Vasta (pianoforte, fisarmonica e organetto), Manfredi Tumminello (chitarre e bouzouki) e Pino Ricosta (contrabbasso)».

Sottolinea Incudine:

«Questi ultimi non sono più semplici musicisti ma sono attori che si muovono e riempiono la scena, il loro corpo e la loro voce diventa strumento drammaturgico che porta avanti l’azione scenica».

Gli arrangiamenti musicali sono di Mario incudine e Antonio Vasta, i costumi di Daniela Cernigliaro.

Giuseppe Cutino e Vincenzo Miserandino si occupano del disegno luci. Il suono è curato da Ferdinando Di Marco.

Insomma una serata unica colmata da tanta musica, e l’instancabile Mimì-Mario l’ha fatta sentire tutta.

L’artista chiude lo spettacolo magnificamente interpretato con uno straordinario “Nel blu dipinto di blu” a cappella, (infastidito da canzoni che provenivano dall’esterno) ma nonostante l’imprevisto, riempito con la voce tutto l’ambiente e i cuori dei presenti.

Giada Pagliari

Foto e montaggio video Davide Sgroi

Pubblicato per gentile concessione della testata giornalistica informasicilia.it

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