Poesie dal carcere 2018/2019

Poesie dal carcere 2018/2019

Il sentimento umanitario nei confronti di persone, magari meno fortunate di noi, arriva all’interno della struttura carceraria come un contributo di speranza e solidarietà, a prescindere dalle ragioni per le quali tali persone sono costrette al loro stato.

Grazie al contributo di diverse persone si è stabilito un rapporto con coloro che, abitando nella nostra stessa città, non abbiamo mai visto né ascoltato.

Sono state diverse le difficoltà che hanno dovuto affrontare i professori di dizione e recitazione o chi ha fatto le registrazioni.

Non avere idea di cos’è l’ambiente carcerario; di come all’interno di tale ambiente si svolgono le giornate; di quali fossero le aspettative degli ospiti della struttura e, inoltre, con quale ottica i partecipanti avrebbero visto l’iniziativa e considerassero la loro stessa presenza, non ha fermato chi ha portato “dentro” un po’ di cultura, un rapporto umano, un dialogo.

Ed ecco per voi le registrazioni di frammenti di opere letterarie lette da detenuti. Ve ne accorgerete che mancano di un ambiente idoneo, protetto da influenti fattori esterni quali voci, rumori di vario genere, continue distrazioni per la presenza di altri operatori, estranei al corso, ma non estranei alla struttura. Ma avvertirete pure che il timbro della voce di un detenuto la si può distinguere da qualsiasi altra voce.

Evidentemente i nomi dei detenuti sono tutti inventati ma, oltre il nickname o l’avatar che dir si voglia, c’è sempre una persona, la stessa persona.

Intervista alle volontarie al carcere

Gli audio delle poesie recitate dai carcerati


Bella – Neruda

Buonanotte a te – Bukowski

Egoismo – De Mello

I tuoi occhi – Hikmet

Il Bacio – Neruda

Il desiderio di felicità – De Mello

Il giusto tipo di egoismo – De Mello

Il risveglio – De Mello

Nemmeno la rinuncia è la soluzione giusta – De Mello

Posso scrivere i versi – Neruda

Quando ti bacio – Fried

Semplicità – Merini

Senza di te – Joan Keats

Stringiti a me – D’Annunzio

Ti Amo – Neruda

Tu stesso – Bukowski

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1 Comment

  1. DIVERSITA’

    Non mi sento di questo mondo, società,
    appartengo ad un altro pianeta, dimensione,
    mi sento come chiuso in una
    gabbia a cui non riesco a liberarmi,
    a fuggire.
    La mia mente erutta come un vulcano
    ombre che mi assalgono nella
    notte.
    Mi sento come una cattedrale in mezzo
    al deserto, il male che vuole prevalere
    sul bene, ma mi affido, mi
    abbandono a DIO e la madonna, che solo
    loro mi possono aiutare.
    Questo mondo, società, stravolta dagli
    interessi,dal dio denaro,dal business,
    dal consumismo.
    Ignoranza, presunzione,arroganza,
    deficienza e altro cose che sono
    sempre esistite e credo che
    saranno difficile da eliminare,
    ma con la buona volontà,
    l’impegno tutto può cambiare.
    Questa è la mia diversità e
    sono felice,orgoglioso di
    non essere come tanti.

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